16 agosto 2017

Oggi sono uscita per guardare il tramonto sul Tamigi ... mentre gli andavo incontro lui è andato via lentamente. Che lui se ne andasse era l'unico modo perché io incontrassi il tramonto.
E quando il sole è sparito sapevo che era terminato l'unico tramonto che quel giorno mi poteva dare.

Con l'alba non c'è la stessa sensazione di compiuto.
Non sai dire con la stessa certezza quando è finita un'alba e inizi il "giorno".
Sembra uno di quegli amori che partono bene dopo una lunga attesa, sbucano come dal nulla, e si perdono nella lunga luce della quotidianità.

Il tramonto invece è un amore che parte malinconico, cercato poco prima di perdersi definitivamente. Ha la fine nel destino e nella fine il suo colore migliore. Quando finisce lo senti, con tutto il buio della sua assenza.


E c'è questo grande equilibrio che da pace. Il sole che qui tramonta va a sorgere dall altra parte. 

È tipo una serie TV a puntate. 

- Where are you going Maria? 
- To watch my favourite TV series on the bridge. 


14 agosto 2017

Beautiful London

Quando la giornata
ha luce colori e profumi...

...le parole non rendon giustizia.





"You carry Mother Earth within you. She is not outside of you. Mother Earth is not just your environment."

"In that insight of inter-being, it is possible to have real communication with the Earth, which is the highest form of prayer. In that kind of relationship you have enough love, strength and awakening in order to change your life." 

Thich Nhat Hanh

13 luglio 2017

"Non nuoto con gli stupidi"

Che cosa ci fa dire una frase infelice, di quelle che cambiano il destino tuo e della persona che ami?
Che cosa ci fa resistere dall'accondiscendere a un amico, una robetta facile, magari per una questione di pincipio?
Se non avessi gia' ascoltato Scardovelli e Igor Sibaldi, non saprei sintetizzare cosi bene i mille casi possibili simili a questi esempi di autosabotaggio. Infatti grazie a loro so che la domanda di fondo e' :
"Che cos'e' l'ombra?
Quella cosa che fa si' che manchiamo il bersaglio? e mancando il bersaglio fuori, manchiamo noi stessi?"

Bellissimo questo stralcio del film Mr Nobody che, non a caso io credo, in questa scena particolare inizia con una fotografia (per me la fotografia e' il fermo-immagine di uno dei destini possibili nel multiverso, e anche un grande reminder).


 

Rispondere a un invito:  "Non nuoto con gli stupidi"
piuttosto che un candido ma difficile
"Non so nuotare".

Devo a una ragazza che si chiama Raissa, e che finora ho incontrato solo una volta due anni fa, la realizzazione di un concetto importante e che mi torna in mente spesso quando ragiono su certe emozioni esternate di getto. Lo riassumo cosi':

la TRISTEZZA copre la RABBIA e la rabbia copre la PAURA

Le passioni tristi: quando ne suona una ...risuonano anche le altre.

Capita cosi' che una persona triste e depressa in realta' esprime implodendo e con le lacrime una rabbia narcisistica, una sete di rivarsa, ma questa rabbia a sua volta serve a non sentire l'emozione di fondo: la paura. Se ha una forte subpersonalita' narcisista non si scomoda neanche a passare da TRISTEZZA e usa direttamente RABBIA perche' gli da la sensazione di energia, vitalizzante.

Allora si spiega perche' tutte le religioni invitino a superare le paure, ad avere fede... non in qualcosa di esterno, un idolo, un'immaginetta... ma a sciogliere le paure di fondo, quelle che abbiamo coperto cosi' bene sotto strati di personalita' e principi, da non sentirle piu'.
Quelle paure che invece che difenderci come crediamo, ci fanno mancare l'unica occasione di essere noi stessi.

C'e' una via d'uscita? mi piace pensare di si, con la speranza e il rimediare.





Per il resto quando sento della rabbia, specie se motivata con scuse che non stanno in piedi, 
mi chiedo chissa' qual e' la paura di fondo. Perche' e' quella paura che molti non vogliono vedere. Preferiranno sempre che gli rispondiate a tono, preferiranno litigar con voi, porvi nel contraddittorio e chissa' magari farvi anche la grazie della pace poi... piuttosto che far l'unica cosa sensata: scender loro nelle cavita' dove dorme il drago, e guardar in faccia quella paura che riesce a comandare la loro vita.

La parola a Tich Nhat Hanh:  link 1    link 2


11 luglio 2017

La memoria delle ore elette

"Sapienza insegna a guarnire l'intimità come una dimora e a centellinare i ricordi raccolti, eliminando tutto salvo la memoria delle ore elette, quando sarebbe stato assurdo domandarsi il senso della vita, perché stava lì davanti a noi, reso sensibile in un'aura. La felicità intima è l'evocazione di questi momenti vissuti nel passato ma mai trascorsi, delineati nella luce limpida, abbagliata dell'interiorità, più vera di quella del sole."

da E. Zolla, Aure.

Ireland, 2013