5 luglio 2017

La mappa dei posti felici e il passo nel vuoto



Sento che solo la piena fiducia, al di la' di ogni apparente ostacolo, puo' disegnare sotto i nostri piedi il ponte verso una meta.



Quella piena fiducia che contempla tra le possibilita' anche la resa, l'abbandono...e in esso trova serenita', perche' si rende priva di attaccamento al risultato.
Bisogna essere disposti a perdere, ma fiduciosi che non accada.



Ho ripreso a tornare nei posti. Con la mente prima, a volte di fatto con tutto il corpo.

Dice la mia amica Chiara (citando Pavese) che non c'è posto più insopportabile di uno in cui si é stati felici.

Io invece ne ho fatto il mio rifugio.
Ci torno, sia in meditazione che di fatto.

A volte torno cosi' tanto bene con la mente che non ho bisogno di andare.
Oppure ci torno cosi tanto bene con la mente, che ci finisco con tutta me stessa.
Come il mio ritorno a Londra.

Si io torno volentieri nei posti dove sono stata felice. A dispetto anche dei piccoli o grandi tradimenti. Perche' quei posti mi ricordano quei passetti che ho fatto nel vuoto...che hanno disegnato una strada possibile.

....tutti gli sforzi di liberazione di un'anima, dai pesi e dalle convinzioni nocive innecessarie, dalle false autorita' e i giudizi interiorizzati, persino dai nomi e dalle etichette di forme-pensiero, dai modelli gia' dati.

Ci sono roseti cosi profumati che sono come liberi da spine.

Quando uso il mio cuore come un televisore e seleziono il canale dei momenti di gioia, trovo sempre una somiglianza tra i vari ricordi: trovo sguardi e sorrisi leggeri, senza che abbiano dietro ombre di pensiero. E poi trovo quella infinita disponibilita' a rischiare, con fiducia. A comunicarsi, a giocarsi le proprie debolezze.

Ci sono persino posti e momenti felici che si sono disegnati mentre eravamo tristi.

Quando abbiamo pianto insieme a qualcuno che poteva accoglierlo per esempio.
Quando abbiamo abbracciato chi non trovava rifugio e ascolto.
Sono momenti tristi e felici insieme, perche' hanno ancora luce.

Ognuno di noi ha dentro una mappa fatta di sentimento: piena di posti, simboli, facce. Mi piace pensare che in quella mappa sia possibile incontrare piu' volte chiunque vogliamo. Sta a noi decidere di farlo. Anche se quella persona non c'e', o  nel frattempo si e' aperto un baratro in mezzo.

Per ogni vuoto attraversato c'e' ricompensa.

Basta fare un passo...dove non si vede.

Allora tocca farsi domande matte e intelligenti: possiamo davvero chiamarlo ancora vuoto?



Foto da: Indiana Jones, L' ultima crociata


1 commento:

UIFPW08 ha detto...

Bel post Maria, complimenti
Maurizio